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Diving |
Grotta Azzurra |
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La Grotta Azzurra è la cavità più nota del massiccio calcareo di Capo Palinuro ed è ogni anno meta di visitatori che la esplorano nella sua parte emersa, ma soprattutto di subacquei che si immergono nelle sue acque blu elettrico alla scoperta dei suoi mille segreti.
Il suo nome però è in particolar modo conosciuto nel mondo della speleologia marina e soprattutto in quello della biologia marina. Numerosi esperti infatti nel corso degli anni si sono susseguiti nel suo studio per svelare un fenomeno presente solo in altre poche località del mondo, e ad elevatissime profondità: la presenza, a pochimetri dal livello del mare, di solfobatteri, e relative sorgenti di acqua sulfurea. La grotta è divisa in una parte emersa, visitabile dai turisti con le adeguate imbarcazioni locali, ed una parte sommersa costituita da un lungo tunnel che attraversando tutta la roccia calcarea trasporta un forte fascio di luce che permette la tipica colorazione che dà poi il nome alla grotta.
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Nel lato sud-est alla fine del tunnel principale si apre la Grande Sale della Neve. Il nome deriva dalla presenza di una sorgente sulfurea principale dalla quale fuoriesce un flusso d’acqua ben visibile che sale in verticale per andarsi a depositare, per minor intensità, sotto una sorta di ampia cupola. Le pareti della cavità quindi si ricoprono di una spessa pellicola bianca di solfobatteri, che spesso a causa delle bolle dei sub, si staccano creando un effetto simile a quello di una nevicata. |
Grotta del Sangue |
È una grotta semi sommersa, meta di visite turistiche in barca. Il nome deriva dalla colorazione di alcune concrezioni rossastre situate nelle pareti interne di destra che spiccano sul bianco della calcite e il verde di accrescimenti algali. La cavità si allarga nella seconda metà del percorso dove si può risalire all’asciutto sul lato sinistro. Da qui si può proseguire carponi fino ad un ampio balcone che sporge su di un laghetto che comunica con la parte centrale della grotta tramite un tortuoso dedalo di passaggi subacquei agibili con un po’ di attenzione. Sono presenti in questo tratto alcuni rari speleotemi sommersi. Una piccola sorgente sulfurea è presente nella parte sommersa al termine del lago principale, mentre altre modeste risorgenze si trovano tra i massi d’ingresso. |
Grotta del Presepe |
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È una piccola ma bellissima grotta semi sommersa ricchissima di formazioni stalattitiche, stalagmitiche, di colonne e di concrezioni eccentriche.
L’ingresso subacqueo si apre a –3mt e si collega lateralmente con un evidente solco di corrosione. Dall’ingresso parte un breve cunicolo dal fondo liscio ed eroso che porta ad una prima saletta nella quale si può già emergere. Particolare degne di nota in questa parte della cavità sono alcune stalagmiti con asse spostato dalla verticale a testimoniare un’antica fase di crollo. Sulla destra della saletta un altro breve cunicolo angusto porta ad una sala più ampia splendidamente concrezionata (Sala del Presepe) che, attraverso una piccola finestra comunica con la lunga grotta emersa di Punta Galera. |
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Tunnel del Camino |
E’ un lungo ed ampio tunnel, con fondo a massi e blocchi, che si apre a 31 metri di profondità subito a sud dell’ingresso subacqueo meridionale della grotta azzurra. Termina in un’ampia sala a –38 che prende luce da un grande ingresso a portale dal lato sud/ovest e da un camino verticale, al suo centro, che risale all’aperto a circa 20 metri di profondità. Sul lato sud/est la sala si restringe formando una grossa nicchia laterale con colonne e stalattiti a circa – 20 mt. Subito all’interno dell’ingresso settentrionale, in una rientranza laterale a –33 mt è presente la sorgente sulfurea più profonda di tutto il promontorio di Palinuro. All’esterno a –5 mt è pure evidente la fuoriuscita di acqua dolce. La grotta è riccamente popolata di briozoi, crostacei e corallo rosso. |
Tunnel del Pan di Zucchero |
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Il pan di zucchero è una grossa formazione rocciosa, dall’aspetto caratteristico, che si eleva da un fondale di –40mt fino a –24mt, ad alcune decine di metri dalla costa di fronte alla grotta di zia Anna. È attraversato da un tunnel di 18 mt con direzione nord/sud cioè parallelo alla costa. A circa metà percorso un camino verticale risale fino alla sommità della formazione rocciosa, ma la fuoriuscita all’esterno risulta, per le ristrette dimensioni, molto difficilmente praticabile. La volta e le pareti del tunnel sono riccamente popolate ed ospitano, tra l’altro, diversi ricci melone. |
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